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PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA: COS’E’ E COME E’ CARATTERIZZATO cliccla qui per andare sul POF DELLA SCUOLA La normaDecreto del Presidente della Repubblica n.2758/03/1999: Regolamento recante norme in materia di Autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell'art.21, della legge 15 marzo 1999, n.59 1. Le istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell'offerta formativa, nel rispetto delle funzioni delegate alla Regioni e dei compiti e funzioni trasferiti agli enti locali, ai sensi degli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.A tal fine interagiscono tra loro e con gli enti locali promuovendo il raccordo e la sintesi tra le esigenze e le potenzialità individuali e gli obiettivi nazionali del sistema di istruzione. 2. L'autonomia delle istituzioni scolasticheè garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l'esigenza di migliorare l'efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento.
Perché questa norma è veramente utile alla qualità della formazione dei nostri giovani e deve essere applicata responsabilmente da ogni istituzione scolastica? La attuale normativa quindi attribuisce alla singola scuola la responsabilità di “realizzare una offerta formativa” tenuto conto dei bisogni espressi dai giovani dello specifico territorio alla luce dei bisogni di formazione espressione della società globale in cui gli stessi dovranno inserirsi come persone, lavoratori, cittadini, consumatori. La definizione del piano formativo implica per ogni singola scuola, per i suoi operatori l’impegno a non applicare senza ragionamento, senza responsabile scelta predeterminate, astratte programmazioni o programmi rigidi, infatti non esistono più”programmi nazionali” ma “indicazioni nazionali” e il Ministero dell’ Istruzionedefinisce le competenze funzionali il cui conseguimento deve essere garantito a ciascun cittadino, lasciando alle scuole la responsabilità di definire quale possesso se ne debba garantire a ciascun alunno, nonché del come, con quale attività tali competenze possano essere conseguite veramente da ciascun alunno/a inserito/a in un gruppo di pari. La formulazione, la applicazione, il monitoraggio, l’aggiornamento, in autonomia, del Piano dell’Offerta Formativa è quindi un dovere di ogni singola istituzione scolastica Il Piano dell’Offerta Formativa(POF), definito da ciascuna scuola nell'ambito del processo di autonomia rappresenta ed esplicita le scelte didattiche, metodologiche, organizzative, che la scuola responsabilmente decide di assumere, più adeguate allo specifico contesto in relazione all’obiettivo del perseguimento del successo formativo di ogni individuo rispetto allo sviluppo di competenze che ne favoriscano un inserimento attivo, cosciente e responsabile nel contesto della società civile. La formulazione, la applicazione, il monitoraggio, l’aggiornamento, in autonomia, del Piano dell’Offerta Formativa è quindi un diritto di ogni singola istituzione scolastica, in quanto esprime l’esercizio costituzionale della libertà di insegnamento, nel contesto del riconoscimento del ruolo autonomo, rispetto alle altre autonomie, nella società del sistema di formazione, che deve confrontarsi ed integrarsi con le altre agenzie formative, in primo luogo le famiglie, e quindi il contesto in cui opera, maè un dovere di ogni istituzione scolastica che deve assumersi l'oneredi saper esercitare tale autonomia, di sapere, cioè. svolgere una sua funzione autonoma di indirizzo e di formazione in base non a principi di domanda-offerta, ma rispetto alle esigenze, a volta neanche comprese, condivise, consapevoli dai singoli cittadini-genitori, di "qualità di formazione" richiesta dalla società in rapida evoluzione comunicativa, interpretativa, tecnologica, sociale. COSA CHIEDE L’EUROPA ALLA SCUOLA ITALIANA COSA E’ RILEVANTE VERIFICARECHE LA SCUOLA PERSEGUAPER RENDEREOGNIGIOVANE PRONTO PER UNA VITA ADULTA, COMEPERSONA, COME CITTADINO, COME LAVORATORE, COME PRODUTTORE, COME CONSUMATORE: competenze in uscita
E’ importante che tutti i cittadini,e quindi i genitori e gli operatori della scuola, conoscano le linee di indirizzo che l’Unione Europea esprime nei confronti dei paesi membri in tema di politiche e prassi formative: a queste sono ispirate le nuove Indicazioni per il curricolo (DM 139 DEL 22/08/2007) e il nuovo Obbligo di Istruzione (DM del 31/07/2007). Al momento della tradizionale revisione del POF che si svolge nel corso dell’as2008/09 le linee di indirizzo contenute nelle disposizioniemesse dal ministro Fioroni con DM 139 DEL 22/08/2007 e DM del 31/07/2007, non sembrano essere messe indiscussionenegli interventi e nelle linee di indirizzo espresse dal Governo Berlusconi a partire dall’art 64 della legge 06/08/2008,il piano programmatico presentato dal Ministro Gelmini e la legge 169 del 30/10/2008 a conversione del DL n.137 del 01/09/2008.
Tali dispositivi legislativi e ministeriali definiscono e soprattutto preannunciano sostanzialmente:
Pertanto al momento della presente revisione (novembre 2008) la scuola Luigi Di Liegro, a prescindere delle questioni organizzative-didattiche che potranno produrre anche rilevanti cambiamenti visto che sono previsti sostanziali interventiche dovranno andare in vigore, se tutto verrà confermato, dalprimo settembre 2009, su nuova definizione del/i quadro/i orario/i, su revisione della organizzazione delle cattedre delle varie discipline, su revisionedei criteri di assegnazione di organici, questioni poste, ma le cui nuove definizioni non sono state rese note dal Ministero, e su cui quindi non è possibile ragionare e progettare, riconferma la impostazione seguita da anni, sia nella definizione delle linee delle Piano dell’Offerta Formativa sia nella definizione della struttura organizzativa–didattica conseguente (che dovrà, volenti o nolenti, essere ovviamente rivista alla luce delle reali risorse assegnate dall’Amministrazione Centrale). Questa impostazione si basa sostanzialmente e tiene conto attentamente delle linee europee sull’istruzione e la formazione dei cittadini dell’Unione Europea ed in particolare ha assunto come riferimento e come impegno di committenza quando sistematizzato nella RACCOMANDAZIONEDEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente: Il Consiglio europeo di Lisbona (23 e 24 marzo 2000) ha concluso che un quadro europeo dovrebbe definire le nuove competenze di base da assicurare lungo l'apprendimento permanente, e dovrebbe essere un’iniziativa chiave nell’ambito della risposta europea alla globalizzazione e al passaggio verso economie basate sulla conoscenza ed ha ribadito anche che le persone costituiscono la risorsa più importante dell’Europa. Da allora tali conclusioni sono state regolarmente reiterate anche ad opera dei Consigli europei di Bruxelles (20 e 21 marzo 2003 e 22 e 23 marzo 2005) come pure nella rinnovata strategia di Lisbona approvata nel 2005. I Consigli europei di Stoccolma (23 e 24 marzo 2001) e di Barcellona (15 e 16 marzo 2002) hanno sottoscritto gli obiettivi futuri concreti dei sistemi di istruzione e formazione europei nonché un programma di lavoro ( il programma di lavoro «Istruzione e formazione 2010») per poterli raggiungere entro il 2010. Tali obiettivi comprendono lo sviluppo di abilità per la società della conoscenza nonché obiettivi specifici per promuovere l'apprendimento delle lingue, sviluppare l'imprenditorialità e rispondere all'esigenza generalizzata di accrescere la dimensione europea nell'istruzione. La comunicazione della Commissione «Realizzare uno spazio europeo dell’apprendimento permanente» e la successiva risoluzione del Consiglio del 27 giugno 2002 sull’apprendimento permanentehanno identificato nel fornire nuove competenze di base una priorità e hanno ribadito che l’apprendimento permanente deve riguardare l’apprendimento da prima della scuola a dopo la pensione. In questo contesto i principali scopi del quadro di riferimento sono: 1) identificare e definire le competenze chiave necessarie per la realizzazione personale, la cittadinanza attiva, la coesione sociale e l'occupabilità in una società della conoscenza; coadiuvare l'operato degli Stati membri per assicurare che al completamento dell'istruzione e formazione iniziale i giovani abbiano sviluppato le competenze chiave a un livello che li renda pronti per la vita adulta e costituisca la base per ulteriori occasioni di apprendimento, come anche per la vita lavorativa e che gli adulti siano in grado di svilupparle e aggiornarle in tutto l'arco della loro vita; 3) fornire uno strumento di riferimento a livello europeo per i responsabili politici, i formatori, i datori di lavoro e i discenti stessi al fine di agevolare gli sforzi a livello nazionale ed europeo verso il perseguimento di obiettivi concordati congiuntamente; 4) costituire un quadro per un'azione ulteriore a livello comunitario sia nell'ambito del programma di lavoro «Istruzione e formazione 2010» sia nel contesto dei programmi comunitari nel campo dell'istruzione e della formazione , Competenze chiave Le competenze sono definite in questa sede alla stregua di una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione. Il quadro di riferimento delinea otto competenze chiave: 1) comunicazione nella madrelingua; 2) comunicazione nelle lingue straniere; 3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4) competenza digitale; 5) imparare a imparare; 6) competenze sociali e civiche; 7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8) consapevolezza ed espressione culturale.
Le competenze chiave sono considerate ugualmente importanti, poiché ciascuna di esse può contribuire a una vita positiva nella società della conoscenza. Molte delle competenze si sovrappongono e sono correlate tra loro: aspetti essenziali a un ambito favoriscono la competenza in un altro. La competenza nelle abilità fondamentali del linguaggio, della lettura, della scrittura e del calcolo e nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) è una pietra angolare per l'apprendimento, e il fatto di imparare a imparare è utile per tutte le attività di apprendimento. Vi sono diverse tematiche che si applicano nel quadro di riferimento: pensiero critico, creatività, iniziativa, capacità di risolvere i problemi, valutazione del rischio, assunzione di decisioni e capacità di gestione costruttiva dei sentimenti svolgono un ruolo importante per tutte e otto le competenze chiave. Raccomandazione: L’istruzione e la formazione iniziale offrano a tutti i giovani gli strumenti per sviluppare le competenze chiave a un livello tale che li prepari alla vita adulta e costituisca la base per ulteriori occasioni di apprendimento, come anche per la vita lavorativa.
Quindioggi la impostazione europea, ma anche (e soprattutto per gli operatori della formazione) la riflessione attenta e documentata sugli esiti del sistema di istruzione storico italiano basato sulla trasmissione di contenutidefiniti in “materie” svolte separatamente, che si è visto (indagini OCSE, IAL etc.)non riuscire a garantire la diffusione per tutti i giovani cittadini, o per lo meno per una larga parte,di una reale capacità di orientarsi ed inserirsi con consapevolezza e responsabilità nella realtà sociale, civile, lavorativa, di utilizzare in diversi contesti le conoscenze, di integrare autonomamente le conoscenze, di ricercare e scegliere nuove informazioni, portano alla necessità di spostare la attenzione e la centralità della azione della scuola dai contenuti trattati alla definizione, verifica del reale raggiungimento di competenze in uscita, definite socialmente in base alla realtà sociale, lavorativa, in cui i giovani di oggi si troveranno a vivere, come cittadini che circolano nel mondo, sia fisicamente che virtualmente, e in cui devono essere capaci di inserirsi come cittadini attivi, consapevoli, attivi produttori, cioè capaci di contribuire allo sviluppo personale e della società, ad analizzare, creare e a modificare, se necessario, situazioni e strutture. Tutto questo porta a definire in modo più puntuale nella costante ricerca-azione che le scuole devono portare avanti sia rispetto alle strategie didattiche sia rispetto alla valutazione, la questione valutazione in termini di risultati di apprendimentoecertificazione di competenza in relazione a conoscenze ed abilità ( vedasi sezione POF documentazione, valutazione, certificazione). centralità della persona Il pieno rispetto del dettato Costituzionale in materia di istruzione impone ad una scuola realmente espressione di un paese democratico di promuovere il successo e l’integrazione di ogni individuo, di ogni persona: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.(art.3 Costituzione Italiana) In tale cornice culturale va collocata l’esperienza del “fare scuola” e vannoindividuate le linee portanti chele scuole sono chiamate, insieme al Ministero, allo Stato, alla Società Civile,a “mettere alla prova” nella progettualità e nella quotidianità delle attività di aula: tra queste la rilevanza che si deve dare alla specificità di ogni individuo che deve essere accolto, compreso, valorizzato nella sua realtà, ma nel contempo stimolato, spronato, accompagnato, supportato, se necessario sostenuto, per il vero raggiungimento degli obiettivi che permettano a ciascuno , e quindia tutti, di vivere liberi, responsabili, partecipi, autonomi nel contesto della società e nel mondo attuali.
Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione. Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi. In questa prospettiva, i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato.
La centralità della persona è possibile solo se il contesto di vita è ospitale: la scuola deve essere comunità educante. Per questo la scuola deve essere un luogo “curato”, una zona bella della vita di ogni individuo, dove ognuno impara a stare bene con sé e con gli altri e può effettivamente stare bene e con soddisfazione. Questo comporta in relazione
La scuola deve essere il luogo dove si compiono esperienze e se rielabora il senso. Il percorso formativo deve svolgere un fondamentale ruolo di orientamento , fornendo all’alunno le occasioni per capire se stesso, per prendere consapevolezza delle sue potenzialità e risorse, insieme allesue carenze e dei suoi bisogni, per progettare percorsi esperienziali e verificare gli esiti conseguiti in relazione alle attese. La scuola deve favorire lo sviluppo delle capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a gestirle, per rappresentarsi obiettivi, anche non immediati, comunque realistici e perseguirli e verificarli. La scuola deve saper favorire quel primario senso di responsabilità che si traduce nel fare ben il proprio lavoro e nel portarlo a termine, nell’avere cura di sé, degli oggetti, degli ambienti che si frequentano, sia naturali che sociali. Per tutto questo si deve sempre avere presente, rispettare, valorizzare e guidare positivamente anche con un chiaro, esplicitato, compreso e tendenzialmente condiviso, sistema di regole, ogni singolo individuo.
Per una nuova cittadinanza
La scuola è sempre stata “palestra di vita”, comunque: nella scuola di un paese democratico nel mondo attuale, ogni giovane deve poter comprendere ilvalore del confronto e dell’integrazione con gli altri, il senso della democrazia, deve poter conoscere e sperimentare il sistema dei diritti e dei doveri, le forme di partecipazione, la rappresentatività, la delega, la verifica, conoscere ed analizzare il mondo e i suoi bisogni ed il possibile ruolo di ciascun individuo e della collettività in relazione ai bisogni e alle risorse collettive. Quindi la scuola non è solo luogo di studio, ma di pratica di vita, di esperienze di senso: luogo, sistema in cui ci si conosce come individuo, si conoscono gli altri come altri individui, si capisce e si valorizza il senso della comunità, come comunità di pratiche, come messa incomune, integrazione di specifiche competenze, attitudini etc perun condiviso obiettivo.
La promozione e lo sviluppo di ogni persona stimola in manieravicendevole la promozione e lo sviluppo delle altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna crearla continuamente insieme. Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale. Non dobbiamo dimenticare che fino a tempi assai recenti la scuola ha avuto il compito di formare cittadini nazionali attraverso una cultura omogenea. Oggi, invece, può porsi il compito più ampio di educare alla convivenza proprio attraverso lavalorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente. La finalità è una cittadinanza che certo permane coesa e vincolata ai valori fondanti della tradizione nazionale, ma che può essere alimentata da una varietà di espressioni ed esperienze personali molto più ricca che in passato.. Curricolo
La piena attuazione del riconoscimento e della garanzia della libertà e dell’uguaglianza (articoli 2 e 3 della Costituzione), nel rispetto delle differenze di tutti e dell’identità di ciascuno, richiede oggi, in modo ancor più attento e mirato, l’impegno dei docenti e di tutti gli operatori della scuola. Nel rispetto e nella valorizzazione dell’autonomia delle Istituzioni scolastiche, le Indicazioni costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è chiamata ad assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scelte relative a contenuti, metodi, organizzazione e valutazione. La costruzione del curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e organizzano la ricerca e l’innovazione educativa. Il curricolo si delinea con particolare attenzione alla continuità del percorso educativo dai 3 ai 14 anni. Ogni scuola predispone il curricolo, all'interno del Piano dell'offerta formativa, nel rispetto delle finalità, dei traguardi per lo sviluppo delle competenze, degli obiettivi di apprendimento posti dalle Indicazioni. Il termine curricolo ha diverse valenze (dal generale all’individuale) per cui per “curricolo” si intende sia
Nel curriculo sono definiti aspetti organizzativi di modalità di articolazione dell’azione formativa, individuati obiettivi relativi a “conoscenze”,“abilità”, “competenze”, individuati ed esplicitati metodi molteplici e flessibili per conseguire i traguardi a livelli individuali. Il quadro delle competenze chiave, definite “di cittadinanza” perchési ritiene che sia indispensabile che ciascun individuo le padroneggi per un suo reale e positivo inserimento e partecipazione al contesto civile, sociale, lavorativo, definite nel documento sull’elevamento dell’obbligo di istruzione a dieci anni sono:
Imparare ad imparare: organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro.
Progettare: elaborare e realizzare progetti riguardanti lo sviluppo delle proprie attivitàdi studio e di lavoro, utilizzando le conoscenze apprese per stabilire obiettivi significativi e realistici e le relative priorità, valutando i vincoli e le possibilità esistenti, definendo strategie di azionee verificando i risultati raggiunti.
Comunicare
Comprendere messaggi di genere diverso (quotidiano, letterario, tecnico, scientifico) e di complessità diversa,trasmessi utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico etc.) mediante diversi supporti (cartacei, informativi e multimediali) Rappresentare eventi, fenomeni, principi, concetti, norme, procedure, atteggiamenti,stati d'animo, emozioni, ecc. utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) e diverse conoscenze disciplinari, mediante diversi supporti (cartacei, informativi e multimediali)
Collaborare e partecipare: interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri
Agire in modo autonomo e responsabile: saperi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far vedere al suo interno i propri diritti e bisogni riconoscendo al contempoquelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole, le responsabilità Risolvere problemi ; affrontare situazioni problematiche costruendo e verificando ipotesi, individuando le fonti e le risorseadeguate, raccogliendo e valutando i dati, proponendo soluzioni,utilizzando, secondo il tipo del problema, contenuti e metodi dele diverse discipline. Individuare collegamenti e relazioni: individuare e rappresentare, elaborando argomentazioni coerenti e relazioni tra fenomeni, eventi e concetti diversi, anche appartenenti a diversi ambiti disciplinari, anche interpretare appartenente a diversi ambiti disciplinari, e lontani nello spazio e nel tempo, cogliendone la natura sistemica, individuando analogie e differenze, coerenze ed incoerenze, cause ed effetti e la loro natura probabilistica. Acquisire edinterpretare l’informazione:acquisireed interpretare criticamente l'informazione ricevuta nei diversi ambiti ed attraverso diversi strumenti comunicativi, valutando l'attendibilità e l'utilità, distinguendo i fatti e fenomeni. La scuola Luigi Di Liegro da anni si impegna in un serio ed impegnativo lavoro di riflessione, di ricerca, di studio, di ricercazionee poi di osservazione e quindi di valutazione attraverso ilconfronto tra obiettivi, risultati attesi e risultati conseguiti, con l’intento direndere sempre più proficuo, consapevole, produttivo ed utile il percorsodi crescita, di istruzione e di formazione di ciascun giovane, con la finalità di divenire, ciascuno e ciascuna, nel rispetto e nella valorizzazione della propria specificità, una persona autonoma, un cittadino consapevole ed attivo, aperto e responsabile nel confronto con gli altri, capace di gestire lavoro, relazioni, cambiamenti. In coerenza alle linee definite a livello europeo e nazionale definisce ed affina via via il Piano dell’Offerta Formativa, nel costante confronto con le famiglie, la comunità scientificapedagogica, la realtà nazionale, europea ed internazionale. Mentre si sta studiando, alla sola luce del disposto degli articoli 2 e 3 della legge 169 del 30/10/2008 e senza altra indicazione applicativa, come affrontare già dall’as 2008/9, in coerenza con le linee del POF, la nuova norma che definisce che lavalutazione del comportamentoe del rendimento scolastico sia effettuata mediante l’attribuzione divoti numerici espressi in decimi, anche in relazione al fatto che nella scuola Luigi Di Liegro non vi sono “due quadrimestri”, ma tre scansioni valutative con consegna formale del documento di valutazione, compilato ad ogni scansione.
IL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA DELLA SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO LUIGI DI LIEGRO COME HA OPERATO ED OPERA LA SCUOLAI concetti chiave su cui si articola lo sviluppo dell’autonomia delle istituzioni scolastiche sono
LINEE GUIDA DEL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA: AGGIORNAMENTO PER L’ANNO SCOLASTICO 2007/08 Proprio perché il piano dell’offerta formativa non è una definizione statica di obiettivi, attività, contenuti, che si stabilisce una volta per tutte, ma deve essere una occasione sistematica e sistemica di studio della realtà locale e globale, di riflessione sul proprio agire, sulle proprie risorse, ogni anno il Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto, ciascuno per quanto di propria competenza,riverificano tutto l’impianto e le diverse sezioni in cui si articola: si precisano quindi via via, anno dopo anno scelte, si conferma quanto si è dimostrato significativo nell’attività di formazione,si ampliano le opportunità formativeele attenzioni specifiche. La nostra è quindi una scelta di definire, gestire un Piano dell’Offerta Formativa (POF) in evoluzione alla cui qualità, efficacia, efficienza si chiamano tutti alunni, alunne, famiglie, docenti, operatori, attori sociali del territorio a partecipare per la messa in opera, la documentazione e la valutazione dei processi, dei percorsi e degli esiti. PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA (POF): FINALITÀ 1. Realizzare una scuola che oltre ad essere agenzia di socializzazione realizzi una alfabetizzazione culturale adeguata alla attuale società conoscitiva, operando sul piano della alfabetizzazione primaria(inerente alle conoscenze dichiarative e procedurali fondamentali e agli strumenti culturali basilari) e dell’alfabetizzazione secondaria(inerenti all’allenamento dell’intelligenza inquisitiva, euristica, creativa) al fine di permettere agli uomini e alle donne di domani:
2. Realizzare una scuola autenticamente democratica perseguendo nel contempo l’uguaglianza delle opportunità formative, operando consapevolmente perché la disuguaglianza formativa non sia fattore di ineguali opportunità di vita e impegnandosi a garantire a tutti gli utenti le competenze fondamentali, promuovendo non solo una più elevata qualità dell’istruzione, ma anche garantendone la diffusione a tutti. 3.Realizzare una scuola realmente integrante ed includente perseguendo la valorizzazione delle differenze personali, attraverso la promozione dei differenti tipi di potenzialità individuali, consapevolmente ed autonomamente conosciute e gestite. 4. Perseguire la soddisfazione delle 3 esigenze pedagogiche indicate in maniera congiunta : infatti
5. Non puntare al fatto che tutti sappiano le stesse cose, ma a che certe cose siano sapute da tutti : definita l’esistenza di un nucleo di competenze irrinunciabili per chiunque, la scuola autenticamente democratica deve cercare di assicurare a tutti gli alunni queste competenze secondo un livello di piena adeguatezza: questo vuol dire impegnarsi per l’individualizzazione dei percorsi che portano al conseguimento da parte di ciascun allievo di obiettivi che concretizzano le competenze irrinunciabili, attraverso una personalizzazione di metodi, di approcci, di situazioni di apprendimento, senza differenziazione sostanziale di traguardi.
La scuola media statale Luigi Di Liegro, chedall’anno scolastico 200/01 ha riunito le scuole “medie” del quadrante Casal Bruciato / Verde Rocca /Tiburtino /Fiorentini,vuole essere la scuola del quartiere, potenziare e promuovere una formazione culturale ed umana e favorire l’integrazione e l’inclusione sociale di tutti i giovani del territorio: per questo il motto della scuola è “TRE PER UNA”. L’obiettivo della istituzione è quello di definire e realizzare una offerta formativa sempre più adeguata a quanto è ecessario ai giovani per un inserimento attivo, cosciente, produttivo nella nuova realtà del paese, inserito nell’Unione Europea, in un contesto mondiale sempre più integrato, con tante informazioni facilmente accessibili, che devono essere comprese, selezionate, utilizzate in modo responsabile. La proposta formativa deve però non essere generica o generale, deve essere adeguata alla realtà locale del territorio e del singolo, non perschiacciarsi su tale realtà , ma per valorizzarla, potenziarla, usarne le specifiche caratteristiche come risorse, in modo che la proposta formativa sia strumento per condurre tutti a traguardi di successo socialmente validi. Per questo si opera per rinforzare la capacità progettuale che porta a definire e gestireun Piano dell’Offerta Formativa fondato su chiare ed esplicitate scelte educative, metodologiche e didattiche, operate sulla base dell’analisi della situazione sia a livello generale sia a livello del contesto in cui ci si trova ad operare, da cui consegue l’individuazione di obiettivi formativi. E’ da questescelte che si delineail progetto di formazione di ciascun alunno che può essere articolato ad personam sulla base di repertori di percorsi, di attività, di metodi,mirati al successo formativo,socilamente vaildo e validato. di tutti e di ciascuno.
PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA (POF): OBIETTIVI FORMATIVI FONDAMENTALI
PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA (POF): SCELTE EDUCATIVE FONDAMENTALI
PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA (POF): SCELTE METODOLOGICHE FONDAMENTALI Individualizzazionee condivisione del progetto formativo: Per ogni alunno all’inizio di ogni anno il consiglio di classe formula un progetto formativo individualizzato (PFI) che esplicita, sulla base dell’analisi degli elementi caratterizzanti ciascun alunno in relazione ad identità, autonomia, competenze, gli obiettivi prioritarie le metodologie per conseguirli. La definizione del PFI comporta l'individualizzazione dei percorsi di apprendimento, cioè la strategia per cui, sulla base di una valutazione dettagliata della situazione specifica di ogni alunno in un determinato contesto mirata a mettere a fuoco soprattutto le risorse(punti forti), prima che, e comunque insieme, i bisogni le carenze (punti deboli), si individuano differenziate percorsi, proposte di apprendimento per giungere alla acquisizione di una competenza, cercando di prevenire le difficoltà, calibrando la proposta secondo le caratteristiche del singolo, per far si che la scuola sia una esperienza di successo per tutti e per ciascuno, ognuno realisticamente considerato nella sua realtà. Non quindi un obiettivo medio per tutti, ma obiettivi calibrati in termini di acquisizione, consolidamento, ampliamento per ciascuno, in modo che nessuno venga appiattito, mortificato rispetto agli altri e si possano perseguire per tutti, anche per le eccellenze, reali percorsi di ampliamento delle proprie competenze. Il PFI è un atto di trasparenza e di assunzione di responsabilità, in quanto chiarisce inizialmente cosa si intende perseguire e come: come tale è un contratto formativo e viene consegnato formalmente entro 50 giorni dall’inizio dell’anno scolastico
Progettazione è la procedura per cui l’azione formativa viene definita conresponsabilità collettiva dell’istituzione e nello specifico del consiglio di classe. A livello di singolo consiglio di classe si formula il progetto della classe, in cui si definiscono collegialmente tematiche da sviluppare, chiavi di lettura di queste, obiettivi cognitivi e formativi, modalità di integrazione tra i docenti, specificità di intervento, tempi, responsabilità, modi di sviluppo e di verifica. Su tale base ogni docenteprocede all' articolazione del suo specifico piano di lavoro, cioè all' articolazione disciplinare: individua quindi nell'ambito delle propria disciplina gli elementi utili per lo sviluppo degli obiettivi fissati per il gruppo classe e per i singoli e stabilisce gli obiettivi disciplinari per i singoli alunni sulla base dei progetti formativi individualizzati (pertanto si utilizzano le discipline come strumenti di analisi, di interpretazione, di comunicazione, di intervento).Si attua una sistematica osservazione sui percorsi di formazione, formulando la valutazione in base al grado di approssimazione agli obiettivi fissati per il singolo, sia a livello delle singole discipline che a livello globale. Ma progettazione è anche la procedura con cui una classe, un gruppo di apprendimento definisce le sue produzioni, le sue modalità di articolare diversecomunicazioni, sulla base delle risorse (vedi lavoro su compiti reali).
Lavoro su compiti reali modello operativo di far scuola centrato sull'apprendimento (cioè acquisizione di comportamenti utili all'allievo) e non sull'insegnamento (cioè trasmissione di un definito repertorio di contenuti). L’apprendimento si sviluppa in rete e non in sequenze separate: si opera individuando un oggetto reale (situazione, fatto, problema, una “tematica” etc.) su cui condurre una ricerca in rete (cioè sotto diversi punti di vista, nell’ambito delle diverse discipline) e situazioni di fatto impegnative per gli alunni, che stimolino in loro la necessità di comprendere, di comunicare, di rielaborare, di considerare responsabilità e vincoli.L'alunno quindi deve essere impegnato in attività reali che abbiano rilevanza sul piano sociale, che siano verificabili e fruibili anche all'esterno della scuola: tutto ciò che viene fatto, studiato, ricercato, sperimentato devetrovare una sua motivazione reale già nel momento in cui "si fatica" per farlo e non solo in una ipotetica prospettiva. Tra le situazioni individuate come occasioni di produzione finalizzata ad un contesto esterno alla scuola sono i prodotti di comunicazione realizzati per il Museo Didattico, lerappresentazioni teatrali, i prodotti realizzati per partecipare ad azioni di solidarietà attiva, le realizzazioni per partecipare a campagne, concorsi, iniziative di progresso
"Imparare ad imparare" In primo luogo come consapevolezza che l’apprendimento è un percorso continuo che si svolge per tutto il corso della vita, in modo formale e non formale, perché ogni individuo possa esercitare sempre consapevolmente occupabilità e cittadinanza. La costruzione delle competenze e dei saperi deve essere centrata sulla messa a punto dei processi di analisi, sulla metodologia, sulla acquisizione di coscienza che si tratta di una costruzioni in fieri e mai di una traguardo definitivamente raggiunto, sia in relazione alla rapida evoluzione delle conoscenze tecnico-scientifìche e dei linguaggi, sia in relazione al personale percorso di formazione mai terminato. Fondamentale è che ciascuno sappia analizzare una situazione, capire di cosa ha bisogno per intervenirvi, scegliere come intervenirvi o attrezzarsi per dotarsi degli strumenti per farlo, possedere ed avere consapevolezza di un metodo di analisi, saper ricercare e scegliere risposte alle situazioni sempre differenti che gli si pongono. Ogni alunno deve sviluppare la conoscenza di sè, la consapevolezza di come utilizzare e governare le proprie capacità di apprendimento autonomo.
Orientamento e continuità La scuola media deve accompagnare gli alunni in un complesso momento evolutivo che segna il passaggio dalla infanzia alla adolescenza, in cui ogni persona precisa la sua identità, impara a conoscersi, ad avere rapporti autonomi con gli altri, sia coetanei, che adulti, definisce le prime scelte. Il percorso formativo scolastico si deve svolgere nel rispetto della centralità della persona: non deve essere il bambino, il ragazzo ad adattarsi alle diverse strutture, devono essere le istituzioni che stabiliscono tra loro dialogo, scambio per garantire continuità nei passaggie non dispendio dei progressi fatti in ciclo di formazione, rapida capacità di individuare su cosa e possibilmente come si deve lavorare nel ciclo successivo. Si vuole portare ogni ragazzo ed ogni ragazza ad elaborare, esprimere ed argomentare un proprio realistico progetto di vita che tiene conto del percorso svolto e si integra nel mondo reale in modo dinamico ed evolutivo, operando perché ognuno sia in grado di collaborare responsabilmente ed intenzionalmente con la scuola e la famiglia nell’analisi e nella gestione delle proprie competenze personali e perché sia disponibile e capace di verificare con costanza l’adeguatezza delle decisioni sul proprio futuro scolastico e lavorativo.
PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA (POF): fare scuola, le nostre attenzioni Lavorare per l'articolazione e l'operatività di un PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA, cioè perché il POF non sia il libro delle buone intenzioni, ma sia veramente il forte, costante e saldo riferimento per la conduzione della ordinaria vita scolastica, per la didattica di tutti i giorni e di tutti i docenti vuol dire ricondurre le lezioni quotidiane, le esperienze significative, i diversi progetti, le diverse sperimentazioni all'interno di un percorso in progress unitario, con varie diversificate opportunità, che parta da presupposti esplicitati e precisi, determini le condizioni perché la scuola sia realmente autorevole, efficace dal punto di vista delle competenze fornite, capace di essere punto di riferimento riconosciuto per i giovani nella scuola ed anche capace di divenirlo nei comportamenti anchenel cosiddetto extrascuola, e comunque sia una scuola basata su una didattica ordinariamente svolta secondo principi di sviluppo coerenti e condivisi, individuando, reperendo e mettendo a costante disposizione risorse professionali, strumentali, strutturali consone allo sviluppo di un processo formativo che concretizzi le linee guida definite a base del POF.
Pertanto la didattica ordinariadella Scuola Media Statale Luigi Di Liegroè quotidianamente informata ai principi indicati a base del Piano dell’Offerta Formativa, con un taglio di sperimentazione continua, di ricerca-azione, anche con adesione qualificata a progetti nazionali e regionali promossi e monitoratidal Ministero della Pubblica Istruzione e dall’Ufficio Scolastico Regionale Lazio, dall’IRRE, dall’INVALSI (quali progetti RISORSE, Comenius, @pprendere digitale, etc)e lavoro in rete con le scuole del territorio, con il Comune di Roma, il V Municipio, la Provincia di Roma, la Regione Lazio con associazioni ed enti che operano sul territorio, effettuando sistematiche attività di valutazione interna ed esterna, su:
PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA: RICERCA-AZIONE DOCUMENTAZIONE, VALUTAZIONE, CERTIFICAZIONE
ATTIVITA’ DI AUTORIFLESSIONE, VALUTAZIONE INTERNA RICERCA-AZIONE Altri elementi centrali sono nel Piano dell’Offerta Formativa della scuola Luigi Di Liegrol’attenzionee l’impegno professionale in percorsi di ricerca-azione che individuano una questione, unaspetto o più aspetti del POF come oggetto di attività di osservazione, monitoraggio o definiscono dei protocolli sperimentali di azione da portare avanti in tutti i contesti della scuola e da validare operando con la guida ed il coordinamento della dr. Valentina Ghione del Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università “La Sapienza” di Roma. Nell’anno scolastico 2007/08 è stata così realizzata una ricerca-azione dal tema “sperimentazione finalizzata al miglioramento della gestione dei percorsi individualizzati dei ragazzi attraverso il lavoro dei consigli di classe delle tre sedi della scuola Luigi di Liegro” Il protocollo sperimentato nell’a.s. 2007/2008 rappresenta il tentativo di sviluppare strumenti, metodi e prassi organizzative per lavorare sul tema della individualizzazione dei percorsi formativi degli allievi nell’ambito del funzionamento ordinario della scuola. Esso si inserisce all’interno di un progetto formativo complesso, che la scuola Luigi Di Liegro persegue da anni e che si fonda su alcuni presupposti di base che comportano un cambiamento culturale di notevole portata, perseguibile solo attraverso un impegno, di lungo termine e graduale, che investe una ridefinizione profonda del ruolo docente operante nel contesto della scuola con la responsabilità della autonomia:
In termini più specifici gli obiettiviperseguiti durante l’anno sono stati: 1)verificare se attraverso la maggiore strutturazione dei consigli di classe, la maggiore connessione tra questi e i laboratori di metodo, la valorizzazione della funzione di coordinamento e di documentazione e il riconoscimento funzionale del tempo dedicato alla riflessione comune, si potesse migliorare la qualità della gestione dell’individualizzazione dei percorsi formativi degli allievi attraverso lo strumento PFI così da poter mettere a fuoco elementi e modelli organizzativi ; 2) sostenere, attraverso la facilitazione di un’esperta esterno, la formazione “in azione” del personale scolastico coinvolto, valorizzandol’apporto riflessivo di un piccolo gruppo di docenti sui punti di forza e sugli elementi di criticità del protocollo sperimentato. Per quanto riguardale riflessioni maturate all’ interno del gruppo di monitoraggio, maggiormente coinvolto nella sperimentazione,sono state elaborate e sintetizzate
I punti cardine del lavoro di ricerca-azione per l’anno scolastico 2008-2009 quindi vengono così individuati:
Finalità generali della ricerca-azione nell’a.s. 2008/2009La sperimentazione proseguirà nell’anno scolastico 2008-2009, perseguendo le seguenti finalità generali: I) sostenere tutti i Consigli di classe, attraverso il protocollo e la riflessione di piccoli gruppi di docenti, sulla funzione di coordinamento e sui dati emergenti nel laboratorio di metodo, perché i cdc possanofunzionare come una comunità di professionisti capace di definire le linee di indirizzo metodologico ed operativo per il lavoro dei singoli docenti sulla individualizzazione dei percorsi formativi dei ragazzi nonché di sottoporre a monitoraggio ed adeguata valutazione le attività e i percorsi svolti; II) potenziare il laboratorio di metodo attraverso il protocollo da seguire alla luce della specificità di ogni situazione, nonché di ogni operatore, raccogliendo la documentazione delle attività svolte e curandone la comunicazione e la eventuale trasferibilità ed attraverso attività di formazione ericerca portate avanti in collaborazione con l’Università; III)sviluppare una cultura della condivisione e della comunicazione professionale basata sulla produzione e sulla fruizione personale e collettiva della documentazione prodotta ( da una funzione burocratica ad una funzione professionale della documentazione).
Obiettivi specifici Il lavoro di monitoraggio, riflessione, formazione e ricerca perseguirà i seguenti obiettivi specifici :
Le finalità generali e gli obiettivi specificisaranno perseguiti attraverso tre assi di intervento:
1) Asse 1: Prosecuzione delle azioni per migliorare la funzionalitàdei consigli di classe, la loro gestione e sulla funzione di coordinamento(sempre in relazione all’obiettivo del miglioramento della definizione e gestione dei PFI) attraverso:
2) Asse 2:Potenziamento del laboratorio di metodo attraverso: a) attivitàdi formazione sulle finalità e le caratteristiche del laboratorio di metodo costruita a partire dall’analisi dei materiali prodotti nell’a.s. 2007-2008e sulle caratteristiche e sulle funzioni di diverse modalità di documentazione dei percorsi attivati nel laboratorio di metodo b) rinforzo delle indicazioni generali in sostanziale conferma della impostazione as 2007/08 (proprio per permettere una bilancio coerente):
Il lavoro internodi ricerca –azione si affianca a sistematiche azioni di formazione e di autoformazione che il Collegio dei Docenti della scuola Luigi Di Liegro definisce e porta avanti anche con le scuole della rete delle scuole dei Municipi IV e V, in particolare centrate nell’as 2008/09 sulla questione del curricolo verticale e delle competenze. Inoltre per l’anno scolastico 2008/09 si è definito un impegno diffuso a raccogliere la documentazione del lavoro svolto, per definire un archivio ragionato di materiale, partendo in specifico dei laboratori di metodo che si svolgono seguendo uno specifico protocollo che scandisce gli obiettivi, anno per anno,rispetto alle aree di approfondimento ATTIVITA’ DI DOCUMENTAZIONE DEI PERCORSI Attenzione specifica viene destinata nella gestione delle attività formative agli aspetti della
PORTFOLIO Per la documentazione come prassi abituale che si vuole indurre nell’allievo la Scuola Luigi Di Liegro ha individuato come un elemento significativo la costruzione del portfolio come strumento di riflessività, coinvolgimento, comprensione, condivisione del singolo alunno individuo comunque inserito in un contesto relazionale e sociale, e quindi di progettazione orizzontale, non strumento di certificazione di competenze, ma strumento di conoscenza di se in un contesto relazionale, attraverso diversi strumenti, documentazioni etc. II portfolio è sviluppato dall'alunno/a, per l'alunno/a, con l'alunno/a, anche con I utilizzazione di validato materiale strutturato, con un rapporto individuale, finalizzato, di analisi e di confronto con i docenti, con il confronto con gli altri pari, con la raccolta di prodotti realizzati e selezionati autonomamente dall'alunno, vuole permettere di comprendere la realtà della complessità della persona, non esprimendo giudizi di merito e di valore, ma sviluppando consapevolezza della propria identità in quanto studente e in quanto persona, supportando la formulazione di sempre più realistici progetti di vita e quindi divenendo un fondamentale strumento di conoscenza e di orientamento individuale e collettivo (quindi in relazione ai singoli e al gruppo). L'aspetto fondamentale della impostazione del portfolio su cui si sviluppa la prassi nella Scuola Luigi Di Liegro è la riflessione dell'alunno su se stesso (autoriflessione), attraverso un approccio narrativo, supportato da strumenti, esperienze finalizzati alla autovalutazione, all’analisi del vissuto personale, all' emozionalità dialogata e condivisa. In questo contesto di azione di scuola orientativa, di scuola che aiuta nello scegliere, la gestione del portfolio vuole condurre, accompagnare i singoli a conoscere, comprendere la complessità dell'essere. (vedre sezione del dossier attività centralI: laboratorio di metodo) Il collegio dei Docenti ha deciso di supportare la messa a punto del portfolio dell'alunno con la utilizzazione del materiale specifico già predisposto dalla casa editrice Erickson in quanto materiale già validato e profondamente coerente con le impostazioni fondamentali Il testo (Portfolio delle competenze di Luigi Tuffanelli) si distingue per le seguenti idee - guida che ben si adattano alle finalità della Scuola Di Liegro:
Dal punto di vista dell'alunno il Portfolio diviene uno strumento utile per.
Il portfolio è costituito da un contenitore strettamente personale dell’alunno in cui via via lo stesso alunno inserisce la documentazione scelta: in sede di laboratorio di metodo (vedere sezione: attività centrali: laboratorio di metodo) si gestiscono le due fasi a.Proposta da parte degli alunni della documentazione significativa da inserire b.Selezione della documentazione con motivazione della scelta La documentazione raccolta dovrà rispondere a 3 condizioni: TRASVERSALITA’(la selezione non è disciplinare, ma relativa alla significatività nel periodo di tempo monitorato) SIGNIFICATIVITA’(Il numero dei ‘prodotti’, degli ‘elementi’ deve essere limitatissimo ( 3 o al massimo 5) per periodo monitorato:quindivia via che si aggiungono nuovi documentise il numero totaleè così superiore a 5 si deve eliminare l’eccedente, o perlomeno(se c’è fisicamente spazio per conservare) numerare o rinumerare l’ordine di significatività dela documentazione) LEGGIBILITA’ (Devono risultare chiaramente il valore esemplificativo della documentazione proposta, i criteri di valutazione, la scala di valore) IL portfolio alla fine della terza media conterrà il materiale prodotto durante il laboratorio (Test, Risultati schede, tracce dei colloqui, oltre ai materiali di documentazionescelti dall’alunno) e verà consegnato direttamente all’alunno, non avendo alcun valore valutativo, ma solo documentativo e direttamente gestito dall’alunno.
In tale contesto la documentazione dei percorsi per quanto riguarda le specifiche attività di classe, inogni attività e disciplina tutti i docenti devono favorire la definizione di prodotti e comunque di documentazione di ciò che si fa (descrizioni, foto, disegni, elaborati….), facendo capire cosa può essere considerato un “documento”. Ogni attività porta di fatto adun prodotto, un lavoro portaad un prodotto che può non esser materiale, ma che può essere reso comunicabile attraversodiverse forme (per esempio la verbalizzatone scritta o orale registrata di un dibattito, di una assemblea, disegni, foto etc …..) Si può valutare di definire la tenuta da parte di ogni alunno di un diario di bordo personale in cui registrare con cadenza definita autonomamente la registrazione di momenti significativi (dal punto di vista personale,Questo quindi possono essere successi, insuccessi scolastici, ma anche questioni di relazione o affettive, avvenute nella scuola o fuori scuola): per mantenere la riservatezza il materiale depositato dall’alunno è conservato nella valigetta, ed ègarantito il non accesso a tutti al contenitore .
II portfolio alla fine della terza media conterrà il materiale prodotto durante il laboratorio (test, risultati schede, tracce dei colloqui, oltre ai materiali di documentazione scelti dall'alunno) e verrà consegnato direttamentee formalmente, in quanto il materiale accumulato nel portfolio sia come attività svolta, sia come materiale selezionato dall’alunno/a, a ciascun alunno e a ciascuna alunna, non ai genitori, durante l’evento festa di fine anno, prima degli esami, non avendo alcun valore valutativo, ma solo documentativo e personale, essendo direttamente gestito dall'alunno.
La procedura seguita vuole, appunto, testimoniare che trattasi di documentazione della persona, con l’auspicio che quella documentazione raccolta possa servire nel corso della vita di quell’ uomo o di quella donna, di studente, di lavoratore o di qualunque altra cosaper sostenerlo/a nelle scelte, supportarlo/a con una realistica fiducia di sé, ricordandogli anche qualche successo e qualche errore.
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE Il progetto formativo individualizzato è l’esplicitazione del quadro di riferimento per quell’alunnodove si definiscono obiettivi prioritari e metodologie per conseguirli (vedi sezione POF: politiche dell’individualizzazione) Il documento di valutazione nelle tre scansioni previste per l’anno scolastico segue l’andamento degli obiettivi definiti nel progetto formativo individualizzato. Il documento di valutazione è stato elaborato dal Collegio dei Docenti per seguire l’andamento sia delle articolazioni disciplinari, sia di elementi trasversali, sia degli obiettivi specifici di quell’alunno fissati nel PFI. Oltre la scheda valutativa la cui redazione è responsabilità del Consiglio di classe, viene utilizzata anche scheda di autovalutazione, compilata dal singolo alunno, in presenza del docente coordinatore della classe, come tutor del percorso formativo dell’alunno, in relazione agli stessi criteri generali valutati sul documento di valutazione dal consiglio di classe e all’andamento agli obiettivi definiti nel PFI. All’atto della consegna del documento di valutazione definito dal consiglio di classe, le famiglie prenderanno visione, formalmente, e proprio per sottolineare il valore all’interno del percorso formativo della comprensione, condivisione, assunzione di responsabilità da parte del singolo alunno, della scheda di autovalutazione compilata dall’alunno/a.
Con il documento di valutazione, il consiglio di classe, nella sua responsabilità collegiale, comunica alla famiglia i risultati raggiunti dall’alunno/a in relazione a diversi aspetti. Il curricolo di ogni alunno/a, cioè la sequenza di obiettivi che sulla base di una definita programmazione ci si propone di raggiungere in un certo tempo, viene articolato in discipline, attività che una volta definite vengono sottoposte a sistematica valutazione: questo curricolo, secondo la nuova normativa ed in coerenza con i principi pedagogici che definiscono che un percorso formativomirato al successo del singolo, è articolato in discipline, attività che riguardano tutti gli allievi e altre che vengono scelteper i singoli alunni.
Il documento di valutazione si articola in 3 parti per quanto riguarda
a. La rilevazione sull’andamento curricolare è riportata nella parte interna della scheda e si articola in 2 parti: a.1 Quadri disciplinari analitici relativi alle discipline, uguali per tutte le classi, articolati come si vedenel modello accluso a.2 Attivita’ curricolo personalizzato si sono definiti quattro criteri (desunti dai 24 della prima osservazione a base della formulazione dei PFI) che servono per esprimere una valutazione sulle attività di laboratorio svolte da ciascun alunno, sia come attività di laboratorio di metodo inserite nel curriculum unitario personalizzato degli alunni di via Fiorentini, sia come attività di vari laboratori che all’inizio dell’anno vengono concordate nel curriculum personalizzato integrato degli alunni di via Cortina e divia Facchinetti. (Capacità di seguire un percorso dato / Capacità di organizzare il proprio lavoro / Valorizzazione dell’esperienza / Inserimento nel gruppo)
b. Le rilevazioni sugli obiettivi della convivenza civile, sulle modalità di partecipazione alla comunità educativa, sulla frequenza, sull’andamento in relazione agli obiettivi del progetto formativo individualizzato,sono riportate dopo la rilevazione sui quadri curriculari e le attività laboratoriali e sono articolate in quattroparti: b.1Valutazioni su obiettivi della convivenza civile b.2 Valutazioni sulle modalità di partecipazione alla comunità educativa b.3 Frequenza b.4 Osservazioni sull’andamento in relazione agli obiettivi definiti nel progetto formativo individualizzato
b.1 Le valutazioni sulla Convivenza Civile (oltre ad obiettivi specifici considerati nelle singole discipline quali: educazione civica (conoscenza costituzione, cittadinanza, diritti e doveri, sistemi legislativi etc), scienze (educazione ambientale, alimentare, alla salute etc.), tecnologia (educazione ambientale, educazione stradale, educazione alimentare, educazione alla salute etc.) scienze motorie (educazione alla salute etc.) tutte (educazione alla affettività etc) sono espresse in relazione ai seguenti criteriche fanno riferimento a criteri compresi nei 24 della prima osservazione a base del PFI: assunzione di responsabilità (3° criterio) / rapportarsi con gli altri (1° criterio) / partecipazione alla vita democratica(1°criterio) b.2Le valutazioni sulle modalità di partecipazione alla comunità educativasono espresse in relazione ai seguenti criteri:
Le valutazionirispetto ai criteri disciplinari, alle attività del curriculum personalizzato, alla modalità di partecipazione alla comunità educativa, alla convivenza civile sonoespresse con la scala valutativa a 5 [A - B - C – D– E] dove A indica prestazione, comportamento, competenza completa e sicura; e si procede in ordine decrescente; C indica la soglia di accettabilità; E indica situazione non completa e gravemente insicura. e sono formulate unitariamente dal consiglio di classe su proposta delcoordinatore. b.3 La frequenza è espressa in numero di giorni di presenza a scuola rispetto al numero dei giorni in cui c’è stata scuola per laclasse frequentata b.4 Osservazioni sull’andamento in relazione agli obiettivi definiti nel progetto formativo individualizzato
indica forte miglioramentoindica miglioramento= indica stessa situazione $indica regresso$$ indica forte regresso
PROPOSTA DI ORIENTAMENTO Come indicato nella sezione attività centrali : l’orientamento, entro dicembre della terza media la scuola consegna ai genitori una Proposta di Orientamento(PO) per supportare la famiglia e l’alunno nella scelta dopo la terza media. Tale proposta deriva dal lavoro che si porta avanti trasversalmente costantemente per tutto il triennio in tutte le discipline con una ottica orientativa e specificatamente nel laboratorio di metodo (vedere attività centrali: orientamento) dove viene condotto, tra l’altro, un lavoro sulla conoscenza di sé e sulla conoscenza del mondo del lavoro, anche con specifici test e strumenti. Nella POil consiglio di classe, sulla base di elementi emergenti da osservazioni e rilevazioni anche attraverso strumenti scientifici (materiali del portfolio Tuffarelli, test dell’Ateneo Salesiano sulle preferenze professionali etc.) in relazione alla “manifestazioni di interessi” emergenti per definiti ambiti, al “modo di pensare”, al “modo di agire”, al “modo di essere”, all”autostima”, definito come l’alunno ha “vissuto nel contesto scolastico”, in relazione al suo atteggiamento generale rispetto alla applicazione scolastica, al rapporto con le regole e i ruoli, alla comprensione e condivisione del “compito formativo”, valutato il percorso della scuola media, tenuto conto quanto dichiarato dall’alunno come intenzione di iscrizione dopo la terza media, individua quale corso di istruzione o di formazione si considera più adeguato per quello specifico alunno.
PROVE DI COMPETENZA INTERNE La Scuola Luigi Di Liegro intende misurarsi costantemente con la gestione di percorsi formativi, e l’efficacia degli stessi dal punto di vista dell’acquisizione delle conoscenze, delle competenze accertabili, tenendo comunque costantemente monitorato il percorso e procedendo sistematicamente ad accertare il grado padronanza di specifiche conoscenze, abilità, competenze in relazione a prestazioni definite come riferimento di livello, operando con un apposito gruppo di ricerca-azione sulla scorta delle indicazioni che vengono a livelloinazione. Volendo accertare, non solo il livello finale di competenza raggiunto, ma
Si procede alla somministrazione ogni anno (in prima, in seconda, in terza) all’inizio dell’anno (entro settembre) e alla fine dell’anno(maggio) di prove uniche per classe di italiano, matematica. I set di prove sono stati elaborati da gruppi di docenti sulla base delle prove nazionali definite dall’INVALSI (istituto nazionale valutazione sistema) e vengono costantemente aggiornate alla luce di dati internazionalie delle ricerche campione svolte in Italia. Alla fine di ogni anno si svolgono delle prove di competenza di ascolto, parlato, scrittura in inglese e in francese con rilascio di specifico attestato con descrittori specifici: prove e attestati sono definiti dal gruppo dei docenti di lingua sulla base delle prove del Ket e del Delf, a cui alcuni alunni accedono alla fine del terzo anno, prima degli esami di licenza media. ATTESTAZIONE / CERTIFICAZIONE DI COMPETENZE Tutte le attività svolte dagli alunninei laboratori( di metodo per tutti, del curricolo integrato personalizzato er gli alunni che seguono tale modello organizzativo vengono monitorate nella specifica sezione del documento di valutazione (a2) : al termine comunque, come per le eventuali attività extrascolastiche frequentate, viene rilasciato un attestato relativamente alle competenze trattate e/o acquisite, che rappresenta un credito formativo per gli alunni (rilasciato solo se la presenza è stata efficace, cioè superiori ai 2/3 ). (vedasi esempio di attestato allegato) Tale tipologia di attestato viene rilasciato, anche, per ogni esperienza di apprendimento che amplia il percorso formativo sia nel curricolo integrato unitario che in quello personalizzato (teatro Accettella, Percorso della Memoria etc, attività con la biblioteca, sempre con esplicitazione delle conoscenze, abilità, competenze acquisite (solo in alcuni casi trattate) Per le lingue straniere si cerca di portare gli alunni a voler e poter sostenere con successo le prove di certificazione KET (Key English Test) di Cambridge e DELF (Diplome d'Etudes en LangueFrançaise) che si basano sulle caratteristiche indicate per il livello Waystage del Consiglio d'Europa. Alla luce del recentissimo accordo tra MPI e AICA che estende ai minori di 14 anni la possibilità di acceso agli esami della patente europea informatica ECDL, si stanno operando perallestireper gli alunni delle terze con adeguata preparazione le sessioni di esami per alcuni livelli del sillabus (la scuola è sede esami patente europea ECDL). Per gli alunni di lingua madre non italiana si prevede la preparazione per sostenere le prove di certificazione CILS (livellipreCILS o A1,A2, B1 o massimo B2)facendoriferimneto all’Università per stranieri di Siena (la scuola come 4° TP è sede accreditata di esami CILS) CERTIFICAZIONE DI COMPETENZE RELATIVE ALLE COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA IN USCITA DELLA TERZA MEDIA Il DPR n. 275/1999 e il decreto legislativo n. 59/2004 prevedono la messa a punto di modelli di certificazione delle competenze a conclusione del I ciclo, attualmente ancora in fase sperimentale. La La valutazione è l’espressione di un giudizio che si fonda su elementi forniti dal processo di verifica, la quale, a sua volta, si fonda sugli esiti delle diverse misurazioni. La valutazione pertanto rappresenta l’esito di un itinerario complesso proposto dai docenti nel consiglio di classe e dei risultati raggiunti dagli allievi. La certificazione di una competenza, invece, è la rappresentazione di un saper fare intenzionale ed efficace raggiunto dall’allievo che viene descritto in relazione al contesto di uso in cui è espressa, pertant un competenza non può essere valutata, ma solo descrette. Le rappresentazioni di competenza corrispondono ad articolazioni graduali delle competenze stesse; ad esempio, si possono descrivere competenze elementari esibite in situazioni quotidiane o competenze progressivamente più articolate che si riferiscono a contesti la cui complessità richiede l’uso di diverse abilità e conoscenze: comunque le competenze sono certificate attraverso descrittori relativi La certificazione delle competenze, così proposta, costituisce un documento integrativo del diploma. Nella prospettiva della continuità con il biennio della scuola secondaria di secondo grado, la scuol a Luigi Di Liegro ha definito per l’as 2007/08 un modello di certificazione delle competenze alla fine del primo ciclo ancorata agli assi culturali che costituiscono il tessuto fondamentale per il conseguimento delle competenze chiave di cittadinanza previste dal Regolamento dell’obbligo di istruzione (vedere modello accluso certificato competenze as 2007/08)
Allegati di seguito :
Unesempio di Attestato di frequenza di un Laboratorio pomeridiano a.s.2007/08 in base a quanto previsto dal curriculum personalizzato
Modello scheda di valutazione a.s 2007/08 Elaborato dal Collegio Docenti Scuola Secondaria di 1° grado Statale Luigi Di Liegro
Modello per la Certificazione delle Competenze Classi terze a.s 2007/08
Tale metodologia rappresenta l’esito di un percorso di ricerca portato avanti dalla dr. Valentina Ghione in collaborazione con la cattedra di “Formazione degli operatori socio-educativi” della Facoltà di Psicologia 2 dell’Università “La Sapienza” di Roma di cui è titolare la prof.ssa Anna Maria Ajello. Le tecniche dell’ “apprendimento situato e assistito” nascono dall’incontro tra due diversi filoni di ricerca: l’approccio neo-vygotskijano che considera la natura sociale e distribuita dei processi di acquisizione e costruzione delle conoscenze( Salomon, 1993, Lave e Wenger, 1991, Pontecorvo e al. 1988) e quello riflessivo che, affondando le sue radici nel pragmatismo nord.americano ( Dewey, 1933, 1938), ha trovato in D.Schön, il suo maggiore teorico (Schön, 1983). La pratica riflessiva consiste in una relazione dialogica che viene attivata tra le conoscenze professionalie le situazioni contingenti, in vista della realizzazione di specifici interventi professionali; essa è particolarmente utile in situazioni complesse caratterizzate da alti livelli di incertezza eproblematicità ( Ghione, 2005). La metodologia dell’ “apprendimento situato e assistito” persegue l’obiettivo di sviluppare nei professionisti una consapevolezza dei saperi, spesso taciti, che essi costruiscono nel corso della propria esperienza professionale. Essa si basa su un confronto di gruppo che prevede la riflessione, la condivisione e l’analisi delle azioni sviluppate durante la realizzazione di specifici interventi al fine di compiere una valutazione in itinere dei punti di forza e delle difficoltà incontrate. Essa permetta inoltre di facilitare la costruzione di linguaggi e pratiche comuni allo scopo di sviluppare comuni strumenti di lettura, analisi e intervento in situazioni complesse.
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