IL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA DELLA SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO LUIGI DI LIEGRO:POLITICA DELL’INDIVIDUALIZZAZIONE NEI PERCORSI DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO PROGETTO FORMATIVO INDIVIDUALIZZATO NEL CONTESTO DEL POF I tre concetti chiave da sviluppare all’interno delle scuole a base del processo di autonomia, flessibilità, responsabilità, integrazione, sono fortemente correlati l’uno all’altro in quanto convergono tutti sulla centralità dell’individuo in formazione, sulla persona che richiede flessibilitànella gestione dei suoi modi di apprendere, responsabilità nella definizione del come farlo, continua integrazione con gli altri, sicuramente diversi, ma indispensabili, per dare vita ad una società in cui ciascuno possa e sappia realizzare un suo personale percorso di vita, soggettivamente ed oggettivamente di successo, come realistica soddisfazione dei bisogni e delleaspettativedegli individui e della collettività. La scelta di operare formulando ed esplicitando un progetto formativo individualizzato per ciascun alunno rappresenta per la nostra scuola un concreto impegno e una precisa assunzione di responsabilitàche comporta il riconoscere che ogni individuo debba essereaccolto e guidato rispettando le sue caratteristiche, che per ogni individuo si debbano individuare bisogni e risorse,e quindi per ognuno ci siano possibili traguardi di successo, anche non uguali tra diverse persone. Questo infatti implica la volontà e l’impegno per la nostra scuola ad attrezzarsi per realizzare percorsi personalizzati secondo le caratteristiche di ognuno, sviluppando nel contempo un senso di appartenenza e di solidarietà che trasformi il raggiungimento del successo sugli obiettivi dei singoli inseriti in gruppo nel successo del gruppo, successo daraggiungere anche attraverso l’integrazione delle diverse personalità, abilità, attitudini, stili di relazione. PROGETTO FORMATIVO INDIVIDUALIZZATO:PERCHÉ PROGETTO Nel dizionario del Devoto-Oli si trova "Progetto=ideazione, per lo più accompagnata da uno studio relativo alla possibilità di attuazione o di esecuzione" "nella didattica: metodo didattico attivo che orienta tutta l'attività scolastica verso un piano di lavoro intrapreso volontariamente e in comune dagli alunni". Proprio in questo senso il progetto elaborato dal consiglio di classe (gruppo di lavoro costituito da tutti i docenti della classe e presieduto dal preside) è un piano di previsioneche implica analisi delle possibilità, delle volontà, dei fini e arriva all'esplicitazione di un piano di intervento su una situazione definita, per ottenere obiettivi, chiari, realisticamente perseguibili, nei tempi e con le risorse disponibili, attraverso i metodi espressi. Poichè ogni alunno è unico e composto di diversi aspetti (area dell'identità, dell'autonomia, delle competenze) e ogni docente entra in relazione con tutto l'individuo, che, solo se attivo e consapevole, può operare per il suo miglioramento, sorge la necessità di procedere non secondo schemi fissi ed uguali per tutti, ma in relazione alla realtà di ciascuno, partendo dall'analisi della situazione specifica, individuando obiettivi da perseguire, metodi da usare, condivisi e sostenuti da tutti i docenti, dall'alunno e dalla famiglia, o almeno basare l'intervento della scuola sulla chiarificazione di cosa si vuole fare, perchè, come, quando, così da poter poi realisticamente sottoporre a verifica i risultati ottenuti in confronto ai risultati attesi dichiarati. Definito che il fine della scuola è quello determinato dalla nostra Costituzione, contribuire al "pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tuttii cittadini all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese", e quindi permettere il massimo sviluppo a ciascuno, che oggi vuole sicuramente dire sviluppare la coscienza del possesso di competenze in termini di saperi, autonomia, capacità di relazione etc., il nostro problema è come arrivare a far si che la scuola sia una esperienza di successo per tutti e per ciascuno, in ogni luogo ed in ogni situazione questi si trovi . Non quindi una scuola basata su programmi rigidi uguali per tutti, su elementi di informazione da trasmettere a tutti, ma neanche una scuola dell'improvvisazione e quasi della fortuna, in cui si accavallano molteplici interventi, anche positivi, ma non coordinati, frutto della fantasia, della volontà del singolo docente sulla particolare realtà del singolo alunno, ma una scuola sistema che garantisca a ciascuno impostazione e gestione di un percorso di possibile successo, cioè appunto definisca un progetto per ciascun individuo, utilizzando i saperi tradizionali, le discipline, le capacità professionali dei docenti, i diversi linguaggi etc. come strumenti per raggiungere l'obiettivo del pieno sviluppo di ciascuno.
Quindi il progetto formativo individualizzato è progetto perché
PROGETTO FORMATIVO INDIVIDUALIZZATO: PERCHÉ FORMATIVO
La scuola è stata per molto tempo solo il luogo dell'istruzione, cioè il luogo dove contenuti, informazioni venivano trasmesse: oggi questo non basta, sia perché molte informazioni arrivano rapidissimamente a tutti noi quotidianamente e noi abbiamo il bisogno prioritario di "imparare ad imparare", di imparare a selezionare le informazioni, di capire a cosa possano servire, imparare ad usarle in modo autonomo,sia perché le ricerche pedagogiche, ma anche le esperienze quotidiane, cidimostrano che quello che conta per il successo della vita di una persona, cioè la realizzazione nella vita, è la persona nella sua totalità. Per questo il bambino prima, l'adolescente e il giovane poi, devono essere aiutati a crescere in modo equilibrato, dalla famiglia, dalla scuola, da tutta la società, in relazione alle dimensioni che ne caratterizzano la realtà:IDENTITA' / AUTONOMIA /COMPETENZE Pertanto il terreno su cui la scuola, in particolare dell'obbligo, è chiamata ad intervenire, insieme alla famiglia e alle altre situazioniin cui il giovane si trova ad agire (sport, associazionismo, etc) è quello della formazione, cioè dello sviluppo sereno ed equilibrato dei diversi aspetti e funzioni (fisici, psicofisici, affettivi, relazionali, comunicative, logiche, astrattive, applicative etc), che si intrecciano nel singolo individuo. Il progetto formativo si basa sull'attenzione e sulla cura che da parte dei soggetti interessati deve essere data a tutti gli aspetti della persona nella sua intierezza, nella sua unitarietà, eventualmente per poi definire concordementespecifici relativi interventi, che però devono in primo luogo essere coerenti e quindi riconnettersi nel fornirestrumenti al singolo giovane per affrontare la vita sulla base di una realistica conoscenza e coscienza di sè, con un sereno grado di autonomia e avendo acquisto competenze che gli permettano di analizzare diverse situazioni, capire quali conoscenze, tecniche etc. applicare o quali andarea ricercare, e come ricercarle. Il progetto formativo mira quindi all'attivazione dell'apprendimento, cioè di una attiva, cosciente, responsabile azione da parte dell'allievo che non subisce più l'intervento istruttivo come estraneo alla propria realtà, ma comprende e condivide la finalità (sia nel progetto generale, che nello specifico di un percorso di apprendimento) della sua stessa formazione (che diventa così compito condiviso tra alunno/docente/famiglia). Quindi il progetto formativo individualizzato è formativo perché Perché il bambino prima, l'adolescente e il giovane poi, devono essere aiutati a crescere in modo equilibrato, dalla famiglia, dalla scuola, da tutta la società, in relazione alle dimensioni che ne caratterizzano la realtà: IDENTITA' / AUTONOMIA /COMPETENZE Perché nella società attuale in profondo mutamento la scuola non si può limitare a trasmettere informazioni e tecniche, ma deve sviluppare l'IMPARARE AD IMPARARE Perché si devono guidare i giovani, utilizzando in modofunzionale le conoscenze acquisite, a costruire le competenze per collegare, connettere, costruire analogie tra eventi, informazioni, culture, saperi apparentemente separati e quindi saperliscegliere ed utilizzare in contesti differenti e a cogliere il legame complesso fra gli eventi e a ricomporli in una RETE INTERPRETATIVA Perché L’APPRENDIMENTO HA UNO SVOLGIMENTO NON PIÙ LINEARE, STRETTAMENTE SEQUENZIALE, definito una volta per tutte come nei tradizionali programmi, ma deve seguire il MODELLO DI RETE in cui i vari campi del sapere, le varie discipline si organizzano.
PROGETTO FORMATIVO INDIVIDUALIZZATO: PERCHÉ INDIVIDUALIZZATO Se il problema è attivare giovani, operatori e famiglia nella ricerca, nella gestione di possibili, realistici percorsi di successo che sono tali non perché affermazione di superiorità su qualcun altro, ma come superamento delle proprie carenze, come raggiungimento di un proprio saper fare reale, come capacità di utilizzare autonomamente strumenti (linguistici, matematici etc), informazioni per analizzare nuove situazioni, problemi,ipotizzare soluzioni, sottoporle a verifica, ne consegue che il progetto di intervento non può che essere centrato sul singolo, sulla realtà specifica, che solo se conosciuta, analizzata può essere oggetto di intervento cosciente e quindi di modifica. Ogni individuo infatti ha una diversa realtà di sviluppo in relazione alle diverse dimensioni(identità, autonomia, competenze): solo conoscendola, accettandola la scuola può contribuire alla crescita del singolo alunno, allo sviluppo di ciascuna delle tre dimensioni, partendo in primo luogo dalla messa a fuoco delle specifiche risorse e degli specifici bisogni. Pertanto il progetto formativo individualizzato parte dell'osservazione di ogni alunno in relazione a diversi aspetti del suo essere sociale e della sua capacità di inserirsi nella società, individua gli aspetti preminenti di intervento, cercando anche di indicare quale risultatosarà segno di progresso, e quindi di successo dell'intervento (cioè si cerca di concretizzare l'obiettivo ), individuando, tra le proprie risorse, mezzi e metodologie di intervento, più adeguati alle caratteristiche del singolo e dell'ambiente. Il traguardo formativo di ogni individuo è quindi sostanziato da molti traguardi specifici personali che segnano il progresso dallasituazione da cui si è mosso l'intervento: è la qualità e l'entità dello scarto tra prestazioni e comportamenti finalie iniziali (nello stesso ambito) che da la misura del successo dell'intervento prodotto dal progetto formativo, e non solo la descrizione della situazione finale. Il progetto formativo individualizzato induce e governa un percorso formativo vissuto coscientemente da alunno e scuola, in cui hanno valore la partenza, le tappe, i traguardi, il processo di sviluppo Quindi il progetto formativo individualizzato è individualizzato perché
Provando a formulare un paragone per supportare la tesi che il percorso del Progetto Formativo Individualizzato è uno strumento più idoneo per l'intervento mirato sul singolo alunno e per il singolo alunno, invece di una scuola, rigida nei contenuti e nei metodi, basata sulla trasmissione di contenuti uguali per tutti, e comunque proposti a tutti conmetodologie, tempi, richieste indipendenti dalla realtà dei singoli individui: il progetto formativo individualizzato corrisponde ad un vestito realizzato su misura, prima impostato come modello, poi realizzato da un sarto con stoffa ed accessori opportunamente scelti per quella situazione in confronto ad un vestito realizzato in serie, che corrisponde al modello di offerta formativa di una scuola che si fondi su un modello di trasmissione di traguardi uniformi e strategie rigide (cioè un contenuto, un apprendimento indotto con un solo tipo di proposta di apprendimento). Il vestito realizzato in serie è più facile da realizzare, a parità di tessuto, di abilità del sarto a realizzarlo, costa infatti di meno, in quanto disegnati i singoli pezzi vengono tagliati, cuciti senza altro "spreco" di tempo: a volte è anche più piacevole acquistarlo, anche se ci fa qualche piccolo difetto, perché non ci espone al confronto con qualcuno che ci prende le misure, ci segnala qualche irregolarità nel nostro fisico, non richiede l'impegno delle prove e comunque l'eventuale scelta tra soluzioni proposte. Il vestito disegnatoe realizzato su misura, magari unico per noi è un sogno se realizzato da grandi sarti, comunque èpiù impegnativo anche se affidato a un buon artigiano, con esperienza e serietà professionale: in genere il risultato è comunque un vestito più comodo, più duraturo, più nostro che ci permette di affrontare diverse situazioni, in genere non è "usa e getta". Diciamo che, procedendo sulla strada del Progetto Formativo Individualizzato come scuola, è come se cercassimo di realizzare per ogni alunno unvestito (prima di tutto fatto di pezzi coerentemente assemblabili, e noncasualmente realizzati e messi insieme dagli insegnanti e/o dalla famiglia e/o dall'alunno),non inun unico modello, con una stessa stoffa,in una unica taglia, ma (aspirando a raggiungere capacità sia indirizzo che di gestione sempre più mirate), realizzato conoscendo di ciascuno le misure vere, i gusti e le disponibilità reali in termini di stoffa e di accessori, di compatibilità con la situazione dove il vestito va indossato, con la stagione etc., garantendo a tutti un modello personalizzato sia nella impostazione che nella confezione, nonché nella valutazione finale della adeguatezza del vestito a chilo indosserà. PROGETTO FORMATIVO INDIVIDUALIZZATO:STRUTTURA Il Collegio dei Docenti della scuolaha messo a punto l’attuale procedura per rendere il Progetto Formativo Individualizzato (PFI) semprepiù incisivo, più centrato sull’alunno, più efficace dal punto di vista della messa fuoco di una “descrizione” dell’alunno in cui lui/lei si possa riconoscere e possa essere riconosciuto dai suoi genitori, una “fotografia” che serva a capirele risorse, ancor prima dei bisogni di ciascuno e quindi permetta di definire gli obiettivi prioritari su cui è fondamentale che convergano le azioni di tutti i docenti, si sviluppi la massima consapevolezza e condivisione dello stesso individuo e speriamodella famiglia. Nella osservazione iniziale di ogni alunno abbiamo scelto la rappresentazione descrittiva, cioè,si è tenuto conto della necessità di rendere più flessibile la possibilità e la capacità di descrivere i comportamenti cognitivi, relazionali,gli stili cognitivi, etc. dei singoli individui, superando descrizioni stereotipate relative comunque ad una serie di criteri definiti come fondamentali per lo sviluppo di un progetto formativo di un alunno di scuola media. Ulteriore elemento di attenzione e di validazione del “mettere al centro la persona”, del fornire ogni alunno degli strumenti per conoscersi, utilizzare le proprie risorse, capire come far fronte a cambiamenti, saper intervenire nelle diverse situazioni facendo ricorso alle proprie risorse anche in situazioni non di routine, cercare, selezionare utilizzare in modo autonomo informazioni, gestire emozioni e sentimenti, orientarsi nelle relazioni , sviluppare ascolto e autonomia di scelta e di condotta, è rappresentato dalla scelta di inserire nelcurricolo di ogni alunno il laboratorio di metodo (per il laboratorio di metodo vedere la sezione del dossier su LABORATORIO DI METODO). Cerchiamo cioè di rendere semprepiù coerente la realtà del Progetto Formativo Individualizzato:come responsabilità e competenza dell’istituzione, della scuola, del consiglio di classe, del singolo docente, a far emergeregli elementi del profilo cognitivo utili per sviluppare percorsi di senso, di successo di ogni individuo inserito in un contesto sociale, attrezzandosi con gli adeguati strumenti operativi sia per realizzare significativi percorsi formativi, siaper monitorare,fondare unaverifica di quanto impostato nel PFI e agito nella prassi quotidianaper il singolo e per la classe. (per il portfolio vedere la sezione del dossier su PORTFOLIO)
Il patto professionale esplicitato èche tutti i docenti e ciascun docente, e quindi il consiglio di classe, affrontinoquesta esperienza non limitandosi ad applicare formulette, e si pongano di fronte a ciascun alunno/a con il sincero obiettivo di descrivere quella persona rispetto a quei criteri in modo incisivo, mirato: quello che è importante che dal PFI emerga un reale ritratto dell’alunno e quindi una sempre più puntuale, mirata definizione degli obiettivi prioritari e delle metodologie più opportune. Per ciascun alunno per ogni criterio possono essere utilizzati quanti descrittori sono utili per la descrizione: le frasi non sono standard e quindi ogni descrizione è una produzione originale ed unica, come originale ed unico è ogni alunno ed ogni alunna Il processo che il progetto formativo individualizzato vuole attivare, persegue tutti gli obiettivi del quadro generale (contenuti nel “contenuto” dei 24 criteri , nei criteri legati agli obiettivi formativi, obiettivi di percorso etc) e delle articolazioni disciplinari, ma puntualizza e pone in primo piano quelli che il consiglio di classe ritiene prioritari e comunque indispensabili da conseguire per affrontare il resto. Tali obiettivi vengono individuati come le tappe per procedere comunque in relazione ai criteri che sono gli elementi fondanti del processo di formazione dell'alunno: cioè gli obiettiviesplicitati nel PFI non sono gli unici obiettivi, visto che lo sviluppo delle competenze relative ai 24 criteri individuati è insito in ogni percorso, sono quelli che appaino prioritari e su cui appare realistico poter intervenire con esiti di successo in relazione alle caratteristiche di ciascun individuo. Pertanto risulta chiaro che il lavoro scolastico è comunque centrato su tutti gli aspetti indicati e articolato nelle specificità delle singole discipline, ma la sua efficacia viene letta in riferimento generale ai criteri definiti nell'analisi iniziale e ancora più specificatamente negli obiettivi specifici definiti nel progetto. E' rispetto a questi obiettivi che si esprimerà la valutazione nel corso dell'anno e finale: cioè una volta fatta la diagnosi, la prognosi è mirata su quell'alunno e quello che conta non è solo dove è arrivato, ma dove è arrivato in relazione a da dove è partito e a quello che si era ritenuto realistico ipotizzare per lui : cioè dal progetto formativo individualizzato deriva una valutazione di risultati sicuramente, ma soprattutto di processi e di percorsi, così da consegnare all’alunno/a la conferma della messa a punto della propria modalità di apprendere. Questa procedura è la esemplificazione del perché parliamo di progetto formativo individualizzato: infatti si definiscono criteri di sviluppo uguali per tutti che possonoessere articolati per traguardi differenziati, tappe rispondenti alle reali possibilità dell’individuo, ma non differenziando i criteri di sviluppo (c’è cioè riconoscimento delle differenze, mada queste non derivano limitazioni, ma adeguamenti degli obiettivi di possibile successoalla realtà con obiettivi all’interno, comunque e sempre per tutti, di quel contesto di sviluppo, cioè di quel criterio). Il Progetto Formativo Individualizzato è un contratto tra scuola e l'alunno e la sua famiglia: per questo è fondamentale che se ne capisca, e possibilmente se ne condivida, in primo luogo la "filosofia" (perché si fa, perché ci si impegna per impostarlo in modo sempre più comprensibile e realistico, per attuarlo in modo sempre più efficace, per sottoporlo a verifica e valutazione in modo sempre più trasparente e sensato) e quindi la specifica particolare articolazione nel caso del singolo alunno. E' fondamentale che gli obiettivi formativi generali e specifici siano chiari tra scuola e famiglia, perché nella formazione si opera insieme: ognuno nella propria specificità deve fornire, consentire, promuovere e sostenerel'acquisizione da parte di ogni giovane di strumenti utili ad interpretare ed intervenire nella realtà in modo il più possibile autonomo, cosciente e consapevole, così da potersi inserire con responsabilità nella società qualunque sia, in seguito, il suo ruolo, il suo compito specifico, il suo lavoro, la sua condizione sociale. L’auspicio forte da parte degli attuali adulti dovrebbe essere quello che ogni individuo, ora giovane, possa e sappia sempre effettuare delle scelte consapevoli (anche differenti dalle nostre), avendo avuto messi a disposizione da una società equa, strumenti e reali opportunità per farlo, e quindi che ogni individuo possa essere veramente un cittadino che comprende e utilizza costruttivamente i suoi diritti, le sue libertà, assolvendo con serenità e consapevolezza ai propri doveri. Procedura di definizione e struttura del progetto formativo individualizzato (PFI) 1° FASEtutti i docenti del consiglio di classe svolgono, nel primo mese di scuola, una attenta azione di osservazione (anche sulla base elle attività previste nel protocollo del laboratorio di metodo) di ciascun alunno in relazione a 24 criteri individuati, nelle diverse aree, come significativi per determinare la condizione di accesso di un singolo alunno alla specifica classe della scuola media. Le osservazioni sono svolte facendo riferimento a livelli predefiniti, ma sono “descrizioni” di come la situazione si presenta: è una fase di osservazione, non di emissione di giudizi assoluti, non è valutativa e sanzionatoria, ma diagnostica, cioè serve a comprendere e mettere a fuoco, con maggiore specificità, eventuali elementi positivi su cui far leva, per cercare di rimuovere gli eventuali elementi negativi da rimuovere. esplicitando le ipotesi di partenza si può sottoporre poi al riesame vero e senza pregiudizi la situazione. Vengono esplicitati anche gli aspetti che appaiono puntiforti e punti deboli. L’esplicitazione degli elementi che appaiono al Consiglio di Classe emergenti e comunque significativi per quell’alunno serve afavorire la messa a fuoco e la condivisione tra alunno/a, famiglia e scuola della impostazione del lavoro formativo su e con quell’alunno specifico, ma anche una più rapida e fondata ricalibrazione, un adeguamento qualora le osservazioni si dimostrino non puntuali, carenti, o del tutto errate . 2° FASE Individuazione degli obiettivi ritenuti prioritari e significativi per quell'alunno: sulla base della "fotografia“che, per ciascun alunno, emerge dalla scelta dei descrittori e per ciascuno dei criteri base e dalla messa a fuoco dei “punti forti “ e “punti deboli” specifici, il consiglio di classe individua gli obiettivi che riguardanoil percorso dell'anno o degli anni ancora da frequentare (nel caso di obiettivi "ampi"). La sezione obiettivi del PFI puntualizza e pone in primo piano quelli che il consiglio di classe ritiene prioritari e comunque indispensabili da conseguire per affrontare il resto. Tali obiettivi vengono individuati come le tappe per procedere comunque in relazione ai criteri che sono gli elementi fondanti del processo di formazione dell'alunno. 3° FASE Definizione delle metodologie: queste esplicitano cosa si intende fare peril conseguimento degli obiettivi. iguardano attività specifiche a cui si deve dedicare l'alunno e che devono essere curate specificatamente da tutti i docenti per quell'alunno, indicano le possibili attività di ampliamento delle opportunità formative utili al singolo o atutta la classe, le modalita’ con cui portare avanti il lavoro dell'alunno nel contesto scuola/classe/casa, gli aspetti di relazione con gli altri, le attivita’ relative alla cura del metodo di lavoro. Allegati:
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